fv detersivo lav

DETERSIVO LAVATRICE a costo quasi zero e impatto ambientale molto basso

L’aspetto non è propriamente del detersivo per lavatrice che noi tutti siamo abituate a vedere, ma è EFFICCACE!

In questi 8 anni di autoproduzione ne ho provate tante, ricette esperimenti il più delle volte falliti, speso denaro, tempo, tanto tempo impegnato per sperimentare prodotti che poi erano diciamolo, una vera schifezza! Alla fine ho trovato le mie ricette preferite e ho trovato il mio equilibrio, ma sono sempre comunque pronta a sperimentare, a fallire e riprovare di nuovo quando trovo una ricetta che a pelle sento che presenta  qualche possibilità di riuscita.

Questa “ricetta” che ricetta poi non è l’ha trovata nel gruppo dei fermentati che ho già citato nel post di pochi giorni fa, crema in 1 minuto  e ringrazio anche chi ha sperimentato e divulgato questa meraviglia e ha fatto si che molte persone potesse usufruirne .

Per evitare errori, copio e incollo esattamente quello che la Dottoressa Carmen Ruello ( che ringrazio di cuore ) ha condiviso e sperimentato. Posso solo aggiungere un mio personale parere in merito a questo “detergente”, sono 5 giorni che lo utilizzo ( totale 16 lavatrici fatte, non ridete, perché qui siamo in 5 e ho un B&B) pulito tutto a meraviglia, certo il bucato non profuma, ma nemmeno prima profumava con il prodotto che utilizzavo, quindi tutto nella norma, anzi tutto a meraviglia visto che da ora non devo più nemmeno sbattermi ad autoprodurmi il detersivo per lavatrice, quindi un altro gigantesco obiettivo raggiunto, ridurre anche l’autoproduzione !

Il kit per il bucato più equo, solidale, sostenibile, vegan, upcycling che ci sia.

Non si tratta di un sogno ma di pura realtà a km 0 ed oggi è finalmente alla portata di tutti.
Tutti i fermentatori o gli aspiranti tali ovviamente. 😉

Cosa occorre? Molto poco:

– fervida arcobaleno, ottenuto dalla fermentazione acetica degli scarti di cucina, frutta e verdura crude sottratte al secchio dell’organico.
– una pietra pomice, che io ho raccattato sulla spiaggia, insieme a tante sue sorelline.
– un contenitore di vetro tipo porta caffè, munito di coperchio, dove riporre la pietra dopo ogni lavaggio insieme al suo fervida, per esigenze fotografiche io ho usato una ciotola di vetro.
– un vecchio calzino di spugna dove alloggiare la pietra durante il lavaggio in lavatrice.
– un nastrino o cordicella per chiudere il calzino non tanto per evitare che la pietra danneggi il cestello ma per non sentire rumore e non danneggiare la pietra.

Io uso anche oli essenziali per profumare.

Semplice vero?

Talvolta le cose migliori sono anche molto ma molto semplici.

(Nella parte verde lo scritto della dottoressa) 

Grazie

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