andrea

SOLO LA CRISI CI PUO’ SALVARE

Nella vita nulla avviene per caso! E se in questi ultimi anni ho avuto l’opportunità di conoscere stupende persone è stato, consentitemi di dirlo, frutto di una ricerca interiore prima ed estesa all’esterno poi tutta personale, che mi ha portata ora come ora ad affermare con serenità di avere conosciuto persone stupende.

Paolo Ermani ha già due libri :

Pensare come le Montagne
Manuale teorico-pratico di decrescita per salvare il pianeta cambiando in meglio la propria vita

Voto medio su 4 recensioni: Buono

€ 12

Anche Andrea Strozzi ha scritto un anno fa’ un altro libro che lessi l’anno scorso, prima di conoscerlo”

Vivere Basso, Pensare Alto

… o sarà Crisi vera – dal fondatore di “Low Living High Thinking”

Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

€ 9

Ora dalla collaborazione di Andrea e Paolo è nato un nuovo illuminante libro, ho preferito lasciare la parola ad Andrea per raccontarcelo nel migliore dei modi :

Ciao Stefania, grazie innanzitutto per l’opportunità che mi dai di presentare Solo la Crisi ci può salvare, il nuovo libro che ho scritto insieme a Paolo Ermani, uscito questa primavera per Edizioni Il Punto d’Incontro.

Innanzitutto ti racconto un paio cose che sono certo tu e i tuoi lettori potrete apprezzare: pur non avendo ricevuto praticamente una sola riga sui circuiti mediatici mainstream, il libro è già alla terza ristampa in poco più di tre mesi. Già questa cosa certifica di per sé che stiamo assistendo a una vera rivoluzione. I quotidiani sono in caduta libera, la stampa specialistica non ne parliamo. Le persone stanno finalmente capendo che la tanto celebrata “narrazione” del modello culturale Occidentale, così come ce l’hanno raccontata fin dai banchi di scuola, si sta finalmente sgretolando davanti ai nostri occhi. Occorrono occhi, orecchie e voci nuove per intuire e propagare gli stili di vita che caratterizzeranno il nostro futuro e quello dei nostri figli. Come dice qualcuno, ciò a cui stiamo assistendo non è un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca.

Paolo ed io abbiamo scritto questo libro per rivolgerci a tutte le persone autenticamente libere o a quelle che, pur non potendolo ancora essere, si sono definitivamente persuase che dovremo impadronirci nuovamente del nostro destino, per dirottarlo su una prospettiva di ricostruzione microcomunitaria.

http://www.edizionilpuntodincontro.it/libri/solo-la-crisi-ci-puo-salvare?search_query=solo+la+crisi+ci+puo+salvare+&results=2?refid=11775

solo-la-crisi-ci-puo-salvare

Il libro è strutturato in due sezioni. Nella prima sezione vengono diagnosticate, anche con l’aiuto di semplici grafici, cause ed effetti di questa crisi, in tutti i suoi aspetti: economico, sociale, religioso, ambientale, valoriale. E’ infatti evidente come questa Crisi sia indubbiamente sovradimensionata rispetto alla sua reale portata. Ma d’altronde è assai noto: una popolazione atterrita è una popolazione manipolabile. Se invece guardiamo i fatti, scopriamo che le cose stanno molto diversamente. In pochi sanno infatti, per esempio, che l’Italia è il secondo paese europeo (dopo il “gigantesco” Lussemburgo) per numero di auto ogni mille abitanti. E che da oltre un anno il mercato delle immatricolazioni ha ricominciato a crescere in doppia cifra ogni mese. Vediamo quindi, in una vera Crisi, la formidabile opportunità di un radicale ripensamento dei nostri stili di vita. Crediamo che questa Crisi economica sia una vera e propria benedizione per contrastare il delirio consumistico di popolazioni sempre più nevrotiche e disorientate, che rischiano di smarrire definitivamente ogni possibile riferimento per ritrovare se stesse, sia in rapporto ai propri simili che soprattutto all’ambiente. Vediamo nella Crisi l’unico argine che, fortunatamente endemico al dogma capitalistico, possa ancora propiziarne l’implosione, prima che i suoi effetti collaterali sul nostro pianeta diventino irreversibili. E’ a questo proposito utile ricordare che nel 2016 l’overshoot-day si è ulteriormente avvicinato, il giorno cioè dopo il quale l’essere umano va irreversibilmente a debito nei confronti delle risorse ecosistemiche rinnovabili. La Crisi diventa dunque il limitatore di velocità della follia espansionistica umana, capace di comprimerne auspicabilmente le capacità di consumo e venendo così a rappresentare l’ultima opportunità di tutela per la biosfera.


Nella seconda parte del libro passiamo dall’analisi della situazione alle proposte per trasformare la Crisi in una opportunità per ridisegnare le nostre prospettive. Diciamo a volte che la Crisi è l’agente lievitante della nuova società vernacolare, finalmente fondata sulla riscoperta della relazione, della reciprocità, del disinteresse monetario. Grazie a questa Crisi le persone stanno ritrovando la passione e l’energia per consorziarsi, per mettere a frutto la propria intelligenza sociale. Non crediamo che, come dicono tanti detrattori, l’uomo sia un animale naturalmente competitivo. Crediamo piuttosto che, proprio come avviene in natura, nelle fasi espansive gli esseri umani tendano ad adottare comportamenti competitivi. Ma siamo convinti che nelle fasi maggiormente critiche le persone tendano invece istintivamente a cooperare. E il fatto che siamo qui a fare fronte comune per mettere le nostre esperienze a disposizione di una diversa conoscenza collettiva lo dimostra in pieno…

Oltre ad essere quindi il moltiplicatore dell’immaginazione umana, la Crisi è infine il sorprendente propulsore di uno straordinario patto sociale tra il settore agricolo, la società civile, l’imprenditorialità locale e la finanza etica. Sono ormai innumerevoli le realtà – di alcune di esse parliamo nel libro – che si impegnano attivamente sul territorio per dotarsi di un’alternativa. Il mondo che ci raccontano i politici e gli economisti ortodossi è ampiamente tramontato. Sta emergendo una nuova società vernacolare, simile a quella dei nostri nonni, in cui darsi una mano non è più un tabù, ma anzi diverse esperienze e competenze solidarizzano per offrire nuove opportunità a tutti. Grazie alla Crisi stanno cambiando i valori sociali di riferimento: le persone tornano ad acquisire quella fiducia nei propri mezzi che un’overdose di tecnologia aveva astutamente accantonato.

Come spero si sarà capito, questo libro è estremamente ottimista sulle nostre potenzialità inespresse, collocandosi a pieno titolo nella manualistica per affrontare serenamente gli anni che ci aspettano. La verità, in fondo, è che troppe persone chiamano Crisi la paura di dover abbandonare il tenore di vita che conducevano in precedenza. Acquistare le cose solo quando si rompono anziché quando ce lo dice la pubblicità – o ancor meglio autoprodurle – non è “crisi”. E’ solo saggezza.

 

 

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