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UNGUENTO DI TIGLIO

Lenitivo, emoliente, nutriente, adatto a pelli secche, aride e tendenti all’arrossamento, ideale per le pelli delicate, tutto questo in un unico prodotto realizzabile in casa, da noi a costi bassi, l’unguento al tiglio.

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Questo unguento al tiglio è davvero molto facile da realizzare.

PER PRIMA COSA REALIZZIAMO L’OLEOLITO

Gli strumenti di “lavorazione” ed i vasi, lavateli molto bene, oppure meglio ancora sterilizzateli facendoli bollire 20 minuti in acqua.

In un vaso di vetro inserire fiori di tiglio, fino a tre quarti della capienza, senza pressare troppo, riempire poi con olio di mandorle, chiudere in vaso, lasciare in un ripiano della cucina e ricordarsi di scuoterlo per 20 giorni.  Ricordiamoci anche di attaccare un’etichetta con la data ed il contenuto del vaso. Trascorsi i 20 giorni, filtrare questo olio con l’aiuto di un colino, oppure con uno strofinaccio, io personalmente utilizzo solo il colino a maglie fini perché amo alla follia vedere i piccolissimi petali sul fondo dell’unguento una volta fatto.

A questo punto abbiamo ottenuto un ottimo oleolito, sarà utile come olio per massaggio, per condire gli alimenti, preferibilmente utilizziamolo a crudo, per realizzare saponi oppure per realizzare come in questo caso un ottimo unguento.

Ecco altri consigli sulla realizzazione dell’oleolito:

http://www.naturalmentestefy.it/2011/08/20/come-fare-gli-oleoliti-ottima-base-per-le-vostre-strepitose-creme/

Ci sono due modi per realizzarlo, o meglio per ottenere lo stesso prodotto ci sono infiniti modalità, questo lo credo per ogni cosa della vita,  condivido il mio percorso e quindi vi scrivo come faccio io, senza avere al presunzione di credere sia la pratica migliore, lo è per me dopo averne provate diverse, ma per ognuno di noi le cose sono diverse.

Il primo modo non è vegani perché implica l’utilizzo di cera d’api, la mia proviene da un’amica apicoltrice, questa cera la voleva buttare via visto che non l’avrebbe utilizzata, a questo punto, ho fatto man bassa e l’hò salvata da spazzatura certa, il mio pensiero è stato….. lei butta via questa cera, io devo mandare a lavorare mio marito per acquistare burro di karatè oppure burro di cocco, che hanno fatto il giro del mondo per arrivare fino a noi e che costano oltretutto un occhio della testa, eticità, apertura mentale, ragionamento ed equilibrio familiare, davanti a quest’ultimo non metto davanti nessuno nemmeno ideologie estremiste accusatorie…quindi ….vi darò la ricetta, per poi suggerirvi anche l’alternativa totalmente vegana ma a mio avviso molto inquinante, anche se acquistiamo dal mercato equo alla fine mezzo mondo lo ha fatto ugualmente, lo stoccaggio? L’igiene? e tutto quello ce ne comporta, ognuno poi giustamente tirerà le proprie conclusioni e sceglierà.

RICETTA NUMERO 1

Gr 80 oleolito di tiglio

gr 7 cera d’api

In un pentolino a bagnomaria, fare sciogliere la cera d’api, mescolare con una forchetta, togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.

 

RICETTA NUMERO 2

gr 40 oleolito di tiglio

gr 40 burro di cacao

Procedere come con la ricetta numero 1.

Questi unguenti si conserveranno per 6 mesi, in estate mettiamoli in frigorifero.

Queste preparazioni al contrario delle creme che contengono una parte di acquosa, questi unguenti hanno solo parte grassa quindi si conservano decisamente per più tempo, in fondo poi l’olio di per sé non è un conservante?

L’utilizzo è molteplice, spalmare sulla parte arrossata, ottima per i bambini e gli anziani ma anche per le mamme in gravidanza, rende elastica la pelle.

Questi unguenti io li utilizzo da anni in sostituzione delle classiche creme.

 

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