piantaggine

OLEOLITO DI PIANTAGGINE

 

 

 

Olio e piantaggine unici due ingredienti per realizzare un olio davvero molto  ricco di proprietà.

ANTIBATTERICO
LENITIVO
EMOLIENTE
RINFRESCANTE
DEPURATIVO
DIURETICO
ASTRINGENTE
ANTINFIAMMATORIO
CICATRIZZANTE

Ottimo per le infiammazioni della pelle , per le piccole ferite .

 

COME REALIZZARE L’OLEOLITO DI PIANTAGGINE

Ho raccolto la piantaggine nel mio orto, dopo averla lavata e asciugata molto bene, ho proceduto all’essiccazione, puoi vedere  qualche articolo sull’essiccazione qui:

http://www.naturalmentestefy.it/2014/07/18/dado-e-sale-aromatizzato-in-polvere-con-verdure-e-scarti-di-verdure/

http://www.naturalmentestefy.it/2013/10/21/scorze-di-mele-utilizziamole-al-meglio/

Dopo poche ore nell’essiccatore, oppure in forno a 50° (anche se consuma decisamente più corrente elettrica) avremo della piantaggine essiccata, con questa una volta raffreddata fare l’oleolito.

Ecco qui come procedere con l’oleolito:

http://www.naturalmentestefy.it/2011/08/20/come-fare-gli-oleoliti-ottima-base-per-le-vostre-strepitose-creme/

 

DA : http://www.altrasalute.it/erbe_00006b.html

Piantaggine Lanceolata 
(Plantago lanceolata)
Questa infestante perenne cresce abbondante nei prati aridi, nei pascoli, ai margini dei campi. Fiorisce in primavera-estate e a scopo medicinale si utilizzano le foglie colte in estate.
L’essiccazione va fatta con attenzione onde evitare possibili marcescenze che comprometterebbero l’efficacia della droga.
Le proprietà della piantaggine lanceolata, detta anche Lingua di Cane o Lanciuola, sono dovute alle mucillaggini e ai tannini, nonché al glucoside aucubina in essa contenuti.
L’erba trova impiego come espettorante e calmante nelle affezioni degli organi respiratori. Allo scopo si prepara l’infuso sbollentando 4 gr di droga in un litro di acqua bollente e lasciando riposare per 15 minuti. Uso: 2 tazze al giorno lontano dai pasti. In medicina popolare le proprietà vulnerarie della piantaggine servono per guarire piaghe e piccole ferite.
Interessante è la sua applicazione contro le infiammazioni ghiandolari. A tal fine si fa macerare una manciata di maggiorana fresca in olio di oliva dentro una bottiglia esposta al sole per un periodo di 10-15 giorni: si spalma l’olio di maggiorana sopra le parti malate e si applicano foglie fresche tritate di piantaggine ricoprendo il tutto con un panno. Si ripete il procedimento fino a guarigione.
Il decotto, o l’infuso, può inoltre essere usato come regolatore intestinale: un cucchiaio di droga bollito per 5 minuti in un pentolino e sorbito caldo dopo i pasti.
In cucina l’erba trova impiego nella confezione di frittelle e di passati di verdura dalle proprietà astringenti.


La Piantaggine, Plantago lanceolata, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae, il cui genere Plantago annovera circa 200 specie diffuse in tutte le parti del mondo. Fra queste, sedici sono presenti ovunque anche in Italia allo stato spontaneo, alcune interessanti per le loro proprietà officinali, come Plantago psyllium (Psillio) e Plantago major, e la Plantago lanceolata, oggetto di questo approfondimento, molto comune nei luoghi erbosi in pianura, collina e bassa montagna. La Piantaggine, considerata di origine eurasiatica, è divenuta nel tempo cosmopolita, poiché si è diffusa in tutto il pianeta. Si ritiene che il nome Piantaggine derivi dal latino “planta”, che indica l’impronta del piede, per la forma delle foglie piatte ed allargate di alcune specie della famiglia.

La Plantago lanceolata è detta anche Lanciola, Cinquenervi, Mestolaccio, Lingua di cane, Orecchio di lepre, Arnoglossa (dal greco: lingua di agnello), per la forma e l’aspetto delle foglie, ovali, abbastanza strette ed allungate e per questo facilmente distinguibili dalla specie simile Plantago major, che ha invece foglie grandi, larghe ed ampie e più lungamente picciolate.
La Piantaggine si identifica agevolmente per il caratteristico portamento delle foglie, solcate da cinque nervature parallele molto evidenti e dotate di una sorta di picciolo, formato dal prolungamento della foglia stessa, riunite in una rosetta basale aderente al terreno, acàule (priva di fusto), dal cui centro spunta lo stelo fiorale alto dai 10 ai 50 cm, che porta la caratteristica infiorescenza a spiga cilindrica terminale, dalla quale sporgono numerosi piccoli fiori dai lunghi stami portanti le antere bianco-giallastre, che conferiscono all’infiorescenza un aspetto piumoso. L’impollinazione è operata in prevalenza dal vento (anemòfila) e l’epoca della fioritura va da aprile fino a ottobre.
Foglia di PiantaggineIl frutto è una capsula ovale marrone che, a maturazione, si apre rilasciando uno o due semi bruni di forma ovoidale, molto ricercati dagli uccelli; i semi sono prodotti in grande numero, aumentando la capacità di diffusione di questa specie assai poco esigente.
Infatti, è comunissima nei prati, ai margini delle strade, intorno alle case di campagna, fra i ruderi, nelle vigne, nei pascoli, nei luoghi incolti, lungo le rive di fiumi e torrenti, o come infestante nelle aiuole dei giardini. Vegeta molto bene nei luoghi umidi, ma si adatta altrettanto bene nei terreni siccitosi, è diffusa dalla pianura fino ai 2000 metri di altitudine, e si può trovare pressoché in tutte le stagioni, eccetto i periodi in cui il freddo è molto intenso o c’è la neve, ma già ai primi soli di febbraio possiamo vederla spuntare nei prati più soleggiati.
Le foglie sono spesso brucate dagli animali al pascolo, ma la pianta sopravvive e si rigenera continuamente, poiché è provvista di un grosso rizoma dal cui colletto spuntano sempre nuove foglioline.

La Plantago lanceolata è commestibile e si può raccogliere in abbondanza senza timore di mettere a rischio la sopravvivenza della specie, proprio per la sua grande capacità di rigenerarsi dal rizoma perenne. Si può consumare cruda in insalata, scegliendo le foglioline più tenere, oppure lessata come la bietola, o, mescolata alle altre verdure, nei minestroni.

Infiorescenza di PiantaggineLa specie è dotata di proprietà officinali che la rendono particolarmente ricercata per il mercato erboristico: è oggetto di coltivazione estensiva in Europa, Asia, Africa settentrionale, Etiopia. Questo tipo di coltivazione richiede una preparazione adeguata del terreno, che deve essere ben pianeggiante per facilitare il raccolto meccanico affinché la coltivazione sia remunerativa, poiché le foglie sono alte appena 20-25 cm, e un raccolto manuale aumenterebbe eccessivamente i costi di produzione.
Le proprietà medicamentose della Piantaggine erano conosciute anche nell’antichità: numerosi studiosi greci e latini ci hanno tramandato notizie circa il suo utilizzo medicinale, come Dioscoride, che la consigliava per la dissenteria, mentre Plinio la definiva “erba magica” per le sue numerose proprietà curative.
Studi recenti hanno confermato le proprietà officinali attribuite a questa pianta dalle tradizioni popolari.

La Piantaggine contiene glucosidi iridoidi, dei quali il più significativo è l’aucubina, flavonoidi(luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salicilico, sali minerali, soprattutto zinco e potassio, vitamine A, C, e K.
Le parti della pianta dotate di proprietà officinali sono le foglie, che si raccolgono prima della fioritura da giugno fino ad agosto, quando sono ben sviluppate e ricche di principi attivi.

La Piantaggine ha proprietà bechicheespettoranti, antibatteriche, antinfiammatorie, astringenti, ed è indicata per le infiammazioni della gola e delle vie respiratorie in genere, come tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica, raffreddore da fieno, sinusite, e per le infiammazioni delle mucose della bocca e dell’apparato urogenitale.
Frutti e semi di PiantagginePuò essere utilizzata sotto forma di infuso o decotto, anche associata ad altre piante balsamiche ed espettoranti come AlteaMalva, Lichene d’Islanda, EucaliptoTimo,GrindeliaElicriso, oppure in estratto fluido, o in sciroppo, per calmare la tosse e sciogliere il catarro, e come coadiuvante lenitivo e antinfiammatorio in caso di pertosse e asma bronchiale. Le mucillagini contribuiscono all’azione lenitiva stratificandosi sulle pareti delle mucose bronchiali, proteggendole così da ulteriori aggressioni.

Per uso esterno, la Piantaggine è cicatrizzante, lenitiva, antipruriginosa, disarrossante, per cui è indicata in caso di dermatosi, piccole lesioni della pelle, acne rosacea, infiammazioni palpebrali e oculari anche di natura allergica.
Mentre il polline (ma non la pianta) di Plantago lanceolata può essere una frequente causa di riniti allergiche, le foglie fresche hanno proprietà antiallergiche, dovute all’azione antistaminica dell’aucubina; esse sono utili in caso di punture d’insetti, applicate localmente tramite bendaggio, tritate dopo un accurato lavaggio in acqua bollita, o frizionate energicamente sulla puntura, per lenire l’infiammazione, il gonfiore, il prurito e il bruciore.
Per il suo alto contenuto in mucillagini, la Plantago lanceolata può essere utilizzata anche in campo cosmetico, come ingrediente di creme idratanti specifiche per pelli secche e disidratate.

La Piantaggine è considerata una pianta sicura e priva di controindicazioni, adatta anche ai bambini.

Dott.ssa Marina Multineddu


 
 
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